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Italiani del Bronx: i tempi sono cambiati

Bronx - Michela Zambella

Una tazza di caffe’, cioccolatini nel centrotavola e una lingua, il dialetto, a radunare italiani incontratisi nel Bronx. Storie diverse, prevalentemente di campani e siciliani, venuti oltreoceano dalla soleggiata penisola italiana su barche affollate, con valigie vuote ma piene di speranza. I primi immigrati italiani, quelli della prima o seconda generazione, vivevano in building tutti insieme, in appartamenti situati l’uno accanto all’altro, quasi a ricostruire quell’atmosfera di familiarita’ che tanto manca quando si e’ lontani dalla madrepatria. Se il macellaio, il pasticciere e il parrucchiere sono i mestieri in cui questi immigrati hanno fatto la loro fortuna, non si puo’ dimenticare che dire italiano, all’estero, e’ sinonimo di pizza e cibo. Il cibo, come la religione, gioca un ruolo centrale nella definizione dell’identita’ italiana. Nel tempo le ricette italiane sono state adattate alle esigenze delle diverse comunita’ emigrate nel Nuovo Continente. Cio’ significa che se il cibo e’ stato lo spiraglio attraverso cui gli italiani si sono fatti posto nella cultura Americana, e non solo gastronomica, allo stesso tempo l’eterogeneita’ etnica di questo luogo ha influenzato le nostre cucine, dando vita ad una vera e propria cucina italo-americana; simile ma non per questo uguale a quella nostrana originale. Quale soluzione migliore, allora, per avere un ristorante di successo e rinomato? Adottare un nome italiano, a prescindere dal fatto poi che i gestori siano croati o albanesi, spacciatisi per italiani. Quasi a dire che essere italiano e’ fashion! ‘Oggi gli italiani non vivono per scelta nel Bronx’- dicono gli intervistati- ‘molti si sono spostati, e solo per garantire un futuro migliore ai figli’. I tempi sono cambiati ma non per questo gli emigrati hanno dimenticato le loro origini. Il senso di italianita’ che si avverte nel Bronx e’ forte: ‘gli italiani vanno solo con gli italiani’- dice una parrucchiera- ‘anche se questo non impedisce di avere rapporti di buon vicinato e pacifica convivenza con le altre comunita’ presenti sul territorio’. Ogni comunita’ crea al proprio interno dei processi di integrazione e di identificazione etnica che inevitabilmente portano ad estraniarla dalle altre. Questo non significa conflittualita’, ma semplicemente desiderio di appartenza e di identificazione col gruppo che risponde ai tuoi canoni linguistici, culturali e somatici. Secondo I nostri intervistati, la religione cattolica, che copre la maggior parte della nostra penisola, non sembra essere un fattore catalizzante di associazionismo ne’ di ostilita’ nei confronti delle altre religioni. La razza, invece, il colore della pelle, e’ determinante per capire l’orientamento comportamentale delle vecchie generazioni. Rispetto ai giovani delle nuove generazioni di italiani, cittadini americani per nascita, i primi emigrati italiani sembrano evitare il contatto con la comunita’ ispanica e con quella afroamericana. ‘Preferiamo non confonderci con loro, sono rissosi e poi il colore della pelle e’ ancora discriminante….’- dice un’intervistata. Questi pregiudizi sono subito smentiti da immagini di bambini del quartiere, di diversa origine etnica, che giocano spensierati, incuranti delle considerazioni che i loro nonni possano fare. Facile capire che sono stati tempi duri quelli del passato. Gli immigrati a malapena parlavano l’italiano, figuriamoci l’inglese, che ancora oggi stentano a ‘speakare’. In casa o nei negozi si vedono santi e statuette protettrici, che ancora oggi mia madre mi mette in valigia ovunque io sia diretta. Bandiere tricolori si intravedono dalle tende o dalle vetrine, canzoni classiche italiane rievocano, con un pizzico di nostalgia, la gioventu’ trascorsa in Italia. Non per tutti ovviamente. Sebbene tutti siano ritornati almeno una volta alla loro casa natia, molti oramai vedono la Bella Italia solamente come il luogo preferito per le loro vacanze. Alcuni desidererebbero ritornarci definitivamente, per godersi la tanto attesa pensione, molti invece solo per un breve soggiorno, convinti che la loro vita sia qui, che la loro patria ,by the way., quella che gli ha dato da mangiare e lavoro, e’ l’America. Riuniti attorno ad un tavolo, si ride e si scherza sulla lasagna e sulla tempistica del servire il caffe’. Angelo, italiano di terza generazione, nato e cresciuto nel Bronx, laureato che ha studiato anche a Firenze, non sa che servire il caffe’ ad ospiti appena arrivati in casa e’ segno di “mala crianza”….sara’ una napoletana a speigargli il motivo per cui sua madre, senza molte spiegazioni, era cosi’ esitante. Ci si immagina i siciliani emigrati qui come i soliti gangster, venuti ad esportare la Mafia, perche’ e’ questo quello che ci insegnano I libri e ‘I Sopranos’. Serie televisiva che al Signor Santino, palermitano, proprio non va a genio. Emigrato negli anni ’70 a diciasette anni, si era imbarcato in Sicilia come clandestino, nascondendosi in barca due settimane senza bere ne’ mangiare, prima di mettere piede sul suolo Americano. Sposa una donna di origine napoletana, nata nel Bronx, e restano a vivere in zona, con I loro tre figli e due adottati. Una bambina cinese e uno Greco. Santino insiste affinche’ io ascolti delle canzoni nel suo salone di parrucchiere. Un onore alla mia terra, ‘O sole mio’. Emozionata e quasi in lacrime per l’ottima performance, continuo ad ascoltare mentre guardo I poster di musicisti italiani. ‘Anthony Piranio, quello che vedi in tutte le foto e’ mio figlio. Cantante di musica classica italiana e non solo, la mia soddisfazione. E’ Greco, l’ho adottato da piccolo e non conosce una sola parola di italiano, ma adora I classici italiani. Ha vinto anche il premio della musica a Palermo’. Fiero della sua italianita’, il signor Santino ha trasmesso l’amore per la sua patria a suo figlio che l’Italia la conosce perche’ lo ha premiato. Legami con il proprio passato mai dimenticato, ringraziamenti al paese di adozione che li ha sfamati, gli italiani del Bronx sono cambiati, e in meglio dicono e speriamo!

Views: 58

Comment by NetworkCrew on September 10, 2007 at 6:18pm
E brava michela! +1 per te

http://www.google.it/search?hl=it&q=quelli+del+bronx&meta=

se diventata prima su google

Meriti la prima pagina 8almeno per un po' :-)

Complimenti dalla crew
Comment by Nekuia on September 11, 2007 at 10:26am
Great work! complimets!

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