DALL’ITALIA ALL’AMERICA – PART ONE UN LEGAME PROFONDO
Ci sono stati dei sogni che si sono rincorsi nell'arco della mia vita. Sogni ricorrenti, bellissimi, ma così impossibili che potessero riflettere una realtà futura e neppure remota, che ho lasciato riempissero le mie notti fatte di inconsci viaggi fantasiosi.
Un grattacielo solitario e di fronte il mare, la mia casa, persone che appartengono alla mia vita ed altre sconosciute, eventi del quotidiano ed un senso di pienezza ad ogni mio risveglio. Solo oggi, dopo anni, ricollego quel sogno ad un mio desiderio: scoprire New York, una città che si è appiccicata dentro le mie fantasie di bambina, che non avevo confidato a nessuno, e che oggi è un sogno che si realizza, anno dopo anno.
Io realista come sono, ma così determinata, l’ho sempre considerato un sogno e niente più, anche quando per la prima volta ci sono arrivata e mi è mancato il fiato stando col naso all’insù per seguire la linea dei grattacieli per vedere dove finivano, o passare ore a passeggiare negli spazi immensi di Central Park o lungo la riva dell’Houdson, o, semplicemente, stare ad ascoltare nel silenzio della notte le sirene del NYPD che non hanno nulla a che vedere (sentire) con quelle italiane. Sicuramente le prime volte nella “città che non dorme mai” sono stata spinta dalla curiosità verso un mondo nuovo, così diverso da quello in cui sono cresciuta ed abituata a vivere, nonostante da anni viva a Roma. Tutto a New York affascina e nel contempo spaventa, tutto è così nuovo e così grande, ma anche potente al punto tale da farti sentire minuscolo ed inappropriato. Forse per questo tutte le volte, dopo qualche tempo, il mio desiderio è quello di tornare a casa.
Ogni anno torno a vivere il mio sogno, un tassello alla volta mi arricchisco di nuove conoscenze e poi ritorno a casa con la consapevolezza di non poter fare a meno di tornarci, ed ogni anno è la stessa storia. Manca solo qualche giorno, sto per incominciare il mio viaggio “Dall’Italia all’America”, non più con la curiosità del comune turista, ma oggi con un desiderio più profondo: raccontare la storia di chi, prima di me ha raggiunto queste coste sradicando le proprie radici e lasciando la propria fatica nel costruire questa terra che è di tutti e di nessuno, con un unico grande desiderio: tornare a casa.
Era il dicembre del 2006 e, seduta ad una panchina di Battery Park, mi godevo uno sprazzo di sole contemplando la sagoma sfocata della Statua della Libertà…
Discussion Forum
This group does not have any discussions yet.
You need to be a member of Dall'Italia all'America to add comments!